11 novembre 2019 Off Di admin

Difetti dell’appoggio

Non tutti corrono allo stesso modo, e quindi se vogliamo scegliere una scarpa da running che sia perfetta per le nostre esigenze dobbiamo tenere conto dei nostri difetti di appoggio del piede. Per capire se ne abbiamo basta guardare il battistrada delle scarpe usate, e vedere dove è maggiormente consumato. In base a questo possiamo definire 3 diversi tipologie di difetto dell’appoggio, che elenchiamo e descriviamo di seguito. Ulteriori informazioni possono trovarsi su questa pagina web dedicata alle scarpe da running.

  L’iperpronazione si configura con un marcato movimento dell’arco plantare verso l’interno. Possiamo riconoscerlo se il battistrada è consumato maggiormente sulla punta dei piedi e sull’avampiede. È il difetto più diffuso, e comporta una forte sollecitazione a carico di ossa e articolazioni di ginocchia e caviglie. Chi ha questa abitudine deve comprare delle scarpe da running molto ammortizzanti. Meglio optare per modelli che ci consentono di controllare bene il movimento, e hanno anche un’elevata stabilità. In gergo tecnico parliamo di scarpe di categoria Stabilità A4 – molto usata anche in caso di piede piatto.

  La supinazione invece si riconosce se il battistrada è consumato per lo più verso il bordo esterno della scarpa. Infatti tale difetto è l’assenza completa di ammortizzazione naturale, e si configura con un movimento molto marcato verso l’esterno al momento dell’impatto col terreno. Non molti riscontrano tale difetto, e i pochi che ce l’hanno devono orientarsi verso scarpe di categoria A3 e A4. Meglio evitare le scarpe leggere, e preferire quelle a categoria neutra o ammortizzante.

  In caso di pronazione naturale il battistrada è usurato nella parte centrale e nella zona del tallone. Ciò significa che il nostro modo di ammortizzare il peso del corpo e assorbire gli impatti al momento dell’appoggio è ottimale. In questo caso la definizione è di pronazione naturale. Tuttavia se nella zona del tallone il consumo è eccessivo dovremo evitare di usare scarpe tradizionali con un drop elevato (superiore agli 8 mm). Per correggere questa tendenza infatti sarà meglio servirsi di scarpe minimaliste, che simulano la corsa a piedi nudi – in cui è prevista una maggiore sollecitazione sull’avampiede.